CHE COS'E' IL PLAGIO MENTALE Il plagio mentale può definirsi come un processo volutamente preparato e designato al fine di spezzare l'individualità e l'autonomia del soggetto e rimpiazzarle con una nuova personalità, specchio del credo e dell'ideologia professate dal leader carismatico o dal gruppo di appartenenza.
Oggi, però, il lavaggio del cervello o brainwashing, viene considerato un processo alquanto diverso dalla riforma del pensiero o plagio e controllo mentale. Nel lavaggio del cervello, le persone sanno perfettamente chi è il loro nemico e le tecniche di condizionamento sono attuate contro la volontà del soggetto, utilizzando sovente modi brutali, come le sevizie fisiche. Il PLAGIO MENTALE è un' arma altrettanto micidiale e lesiva ma molto più intangibile e raffinata. La vittima infatti non riconosce il suo nemico poiché questi si presenta come il suo migliore amico, promettendogli il suo aiuto nella ricerca e nel conseguimento del benessere e della verità
LE PRINCIPALI TECNICHE DI PLAGIO Ogni gruppo settario presenta proprie credenze, proprie metodiche e tecniche persuasive, propria struttura di potere, propri modi di esercizio di controllo mentale dei membri e così via. Dunque le sètte non sono tutte uguali, benché fondamentalmente abbiano in comune due soli scopi: reclutare adepti e raccogliere denaro. Vi sono tuttavia alcune strategie di plagio, adottate pressoché da ogni gruppo. Innanzitutto, difficilmente gli adepti di un culto distruttivo si presenteranno a noi affermando di farne parte. Si mostreranno, di norma, come persone amiche ed estremamente comprensive, sempre positive, pronte a rispondere a tutti i nostri bisogni ed aspettative, compartecipi dei nostri dolori e delle nostre gioie; in definitiva, ci appariranno come individui incredibilmente inclini al perseguimento del bene individuale e di tutta l'umanità. La prima strategia comunemente usata non a caso viene detta LOVE BOMBING ( bombardamento d'amore ) in quanto la vittima da catturare viene circondata di attenzioni, cure, affetto e da una straordinaria vicinanza emotiva. In una seconda fase, una o più persone, si dedicano esclusivamente al soggetto e cercano di eliminare ogni suo dubbio, rafforzando altresì il suo desiderio di appartenenza al gruppo. L' ISOLAMENTO costituisce la strategia successiva attraverso la quale la persona viene separata dalla sua famiglia. Le viene reso impossibile con ogni scusa ( telefoni guasti, strade interrotte, interruzione di energia elettrica, etc. ), il contatto con persone esterne. Inoltre si crea l'incapacità a verificare le informazioni che vengono fornite, rendendo accessibile un' unica realtà, quella del gruppo. Si passa poi al vero e proprio INDOTTRINAMENTO, che consiste nel rigetto totale dei valori vissuti in precedenza, nello studio continuo di dottrine complesse, nell'incoraggiamento all'obbedienza cieca, nell'uniformità nell'aspetto esteriore, nel senso di appartenenza ad una realtà misteriosa, ( sovente gli adepti sono convinti di essere dei prescelti, degli Eletti di Dio ), nell'uso di formule ripetitive ( mantra, preghiere, canti e così via ), che riducono il senso critico. Un' ulteriore strategia di plagio, prende il nome di MANTENIMENTO, e si realizza attraverso l'attività fisica intensa, la alterazione del ritmo sonno-veglia o la privazione di sonno, un' alimentazione poco equilibrata o veri e propri digiuni, saune, lunghi viaggi estenuanti verso luoghi magici, templi e santuari ritenuti sacri dal gruppo, etc. In questa tappa, inoltre, la persona è deresponsabilizzata, condizionata dagli altri membri a rimanere nel gruppo attraverso l'induzione di sensi di colpa e la paura delle punizioni. A volte le sètte ricorrono anche all'uso dell'induzione ipnotica, alla somministrazione di farmaci psicotropi e droghe allucinogene, ma non sempre è così, anche perché i leader ben sanno che in tal caso, diverrebbero perseguibili a termini di legge. Reso totalmente vulnerabile e suggestionabile dalle tecniche fisiche e di persuasione psicologica, che sono in realtà infinite, l'individuo può essere manipolato, destrutturato e ristrutturato a completo piacimento del capo-setta. Numerosissimi pertanto, e non necessariamente difficoltosi i modi attraverso cui manipolare il prossimo, soprattutto se si è privi di coscienza, se non si prova vergogna nello sfruttare il lavoro ed il denaro altrui, se non si ha alcun rispetto per la dignità, la libertà e la vita di un nostro simile. |
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IMPORTANTE NESSUNO DI NOI, CONTRARIAMENTE ALL' OPINIONE COMUNE, E' IMMUNE DALLE METODICHE PLAGIATARIE E DAI LORO EFFETTI DEVASTANTI. L'INTELLIGENZA, IL LIVELLO CULTURALE, L'APPARTENENZA AD UN DETERMINATO STRATO SOCIALE O L'ADESIONE AD UN MOVIMENTO RELIGIOSO ISTITUZIONALE, COME PER CONTRO, LA PROFESSIONE DI AGNOSTICISMO OD ATEISMO, NON CI PRESERVANO DAL PERICOLO DI FINIRE IRRETITI ALL'INTERNO DI GRUPPI SETTARI DISTRUTTIVI. NE', PER QUANTO POSSA ESSERE ISTINTIVO IL PENSARLO, SONO SOLTANTO I SOGGETTI CHE PRESENTANO UNA QUALCHE FORMA DI LABILITA' PSICHICA AD ESSERE PIU' FACILMENTE ABBORDABILI, ANZI, SOVENTE I LEADER DEI GRUPPI, SI GUARDANO BENE DALL'APPROCCIARE QUESTO GENERE DI PERSONE. DI FATTO, SIAMO TUTTI VULNERABILI E L'ESSERNE CONSAPEVOLI RISULTA FONDAMENTALE COME FORMA PRIMARIA DI AUTOTUTELA. CHI RISCHIA DI PIU' E' INVECE PROPRIO COLUI CHE AFFERMA SICURO " A me non succederà mai, sono troppo intelligente ed astuto perché possa capitarmi. Io i ciarlatani li so riconoscere al primo sguardo. " NON E' ASSOLUTAMENTE VERO ! ALL'ERTA DUNQUE, PER NOI STESSI E PER I NOSTRI CARI.
Il mondo scientifico, a differenza di quello politico, riconosce e documenta perfettamente il plagio e le sue micidiali conseguenze, tanto da aver coniato al proposito il termine di "MENTICIDIO". A noi bastera' inoltre ricordare il codice F44.9 del DSM IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), che cosi' recita: F44.9-DISTURBO DISSOCIATIVO ATIPICO Questa categoria è stata inserita per i disturbi in cui la manifestazione predominante è un sintomo dissociativo ( per es. una alterazione delle funzioni usualmente integrate della coscienza, memoria, identità o percezione dell'ambiente ) il quale non soddisfa i criteri per nessuno dei DISTURBI DISSOCIATIVI SPECIFICI. Gli esempi comprendono: Al punto 3: STATI DI DISSOCIAZIONE CHE SI MANIFESTANO IN PERSONE SOTTOPOSTE A PERIODI DI PERSUASIONE COERCITIVA PROLUNGATA ED INTENSA ( PER ES. LAVAGGIO DEL CERVELLO, RICONDIZIONAMENTO DEL PENSIERO, ETC. )
¨ CORSE ESTENUANTI ¨ FAME E SETE ¨ PRIVAZIONE DEL SONNO ¨ STIMOLI SONORI INTENSI ¨ DEPRIVAZIONE SENSORIALE ¨ DANZARE ININTERROTTAMENTE ¨ IPERSTIMOLAZIONE SENSORIALE ¨ MEDITAZIONE ¨ RIPETIZIONE OSSESSIVA DI PAROLE O FRASI ( es. mantra o preghiere ) ¨ ALTRO ( Mastronardi V., 1955)
UBI
DUBIUM, IBI LIBERTAS Da "Mentalmente liberi" di Steven Hassan :
FARE DOMANDE ( LA CHIAVE PER DIFENDERSI DAI CULTI DISTRUTTIVI ) …Se mai vi capiterà di essere avvicinati da qualcuno che cerca di ottenere informazioni personali o vi invita a partecipare a qualche seminario, semplicemente ponendo alcune domande riuscirete a non cadere nelle mani di un buon novanta per cento di reclutatori. Queste domande saranno ancora più efficaci se le porrete in maniera amichevole ma diretta, esigendo risposte precise. Sebbene molti gruppi facciano sistematicamente uso dell'inganno , è importante tener presente che quando è impegnata a reclutare, la maggior parte dei seguaci di un culto non è affatto cosciente di mentire. Proprio per questo sottoponendo il vostro interlocutore a una domanda dopo l'altra, sarete in condizioni di verificare se quella che vi sta raccontando è la storia giusta, oppure se l'adepto proprio non ha pronta la storia giusta da raccontarvi. …Ecco un elenco delle domande che considero più efficaci.
Mi piace sapere in fretta con chi ho a che fare. In genere, una persona che è entrata a far parte di un culto distruttivo da meno di un anno ha pochissima esperienza. Non è così pronta a mentire e se lo fa non è convincente quanto coloro che hanno maturato maggiore esperienza. Se la persona è nel gruppo da diversi anni, mi aspetto di ricevere risposte concrete a tutte le mie domande e quindi la sfiderò con un'affermazione del tipo : " Sei stato membro di questa organizzazione per tutti questi anni e non sai darmi una risposta! " Quando lo si interroga a proposito della sua opera di proselitismo, molto spesso il reclutatore dà questa risposta " No, tu mi piaci e desidero solo condividere tutto questo con te. Sta a te decidere cosa farne di queste informazioni ". Bene. Ricordati delle sue parole, perché se quello cui appartiene è un culto distruttivo, diventerà evidente, a un certo punto, che ti stanno reclutando. E ricordati allora che il reclutatore ti ha mentito. Arrabbiati come si conviene e vattene.
Ciò che stai cercando di fare è scoprire le organizzazioni di facciata. Probabilmente, un reclutatore sarà colto di sorpresa da questa domanda e ti chiederà cosa intendi dire. Chiedi nuovamente se ci sono altri gruppi che il culto usa come affiliati o che abbia mai usato in passato. Se il reclutatore afferma di non saperlo, chiedigli di informarsi e di appuntarsi i nomi, perché lo chiamerai l'indomani per prendere quei nominativi. Se ti dice che non ce ne sono, potresti forse scoprire a un certo punto della conversazione che ti sta mentendo. Arrabbiati, mostrati indignato e vattene. Se non poni questa domanda, non potrai mai sapere con certezza su cosa ti hanno mentito.
Può anche accadere che a queste domande ti vengano date risposte dirette. Il reclutatore potrà dirti o meno il nome del capo. Nello sforzo di coprirsi potrebbe dirti il nome di un suo vice , rivelarti lo Stato o la città di provenienza. Può anche darsi che non sappia nulla della biografia del leader o dei suoi precedenti penali perché egli stesso ne è ancora all'oscuro. Potrai allora chiedergli : " Come hai potuto unirti a un gruppo senza prima verificare questi elementi? ". Ricordati che prima di dare importanti informazioni, un culto distruttivo vuole essere certo che il membro si sia già impegnato. Un gruppo legittimo fornirà sempre queste informazioni e chiederà alla persona di impegnarsi solo quando lo riterrà opportuno.
Molti reclutatori non avranno voglia di rispondere su due piedi a questa domanda. Sono stati istruiti a giocare sulla tua curiosità per trascinarti a una conferenza, guardare un video, iscriverti a un corso, etc. Sanno che in questo modo, una volta che sarai inserito nel loro ambiente, avranno maggiori possibilità di influenzarti. Se una persona non è prontamente disponibile a riassumere i punti fondamentali della dottrina del gruppo, puoi star certo che ti nasconde qualcosa, ti dirà quasi sicuramente che una sintesi talmente breve rischierebbe di darti un'idea sbagliata. Insisti. Qualsiasi gruppo legittimo sarà in grado di riassumere brevemente i punti centrali della sua filosofia. I culti distruttivi non vorranno farlo. Comunque sia, se in un secondo tempo dovessi scoprire che questa descrizione sommaria era lacunosa e piena di incongruenze, avrai tutto il diritto di arrabbiarti e andartene. Sicuramente, i discepoli del culto cercheranno di convincerti che hanno dovuto mentire perché i mass-media ti hanno fatto il lavaggio del cervello e tu non li avresti mai ascoltati se ti avessero detto la verità. Respingi l'argomentazione secondo cui " il fine giustifica i mezzi ". Nessuna organizzazione che si rispetti racconta bugie per aiutare la gente.
Se la persona che ti avvicina fa parte di un culto distruttivo , ti dirà che una volta entrato nel gruppo ti verrà chiesto nulla o molto poco. Comunque sia, questa domanda lo farà sentire a disagio e lo metterà sulla difensiva. Quando poni questa domanda, fai attenzione al comportamento non verbale del reclutatore. Chiedigli cosa faceva lui prima di entrare nel gruppo e che cosa fa adesso.
Questa è un bella domanda, che lascia aperte molte possibilità di replica e serve a vedere quanto la persona sappia veramente al riguardo e se sia disposta a discuterne. Se poni questa domanda educatamente e con un sorriso, sarai sorpreso del numero delle volte che ti capiterà di sentirti dire : " Oh alcune persone pensano che siamo una setta e che abbiamo tutti subito il lavaggio del cervello! Non ti pare una cosa stupida? Assomiglio a uno a cui hanno lavato il cervello? " Personalmente, a questa domanda di solito rispondo : " Mah! Non saprei. Come sono fatte le persone che hanno subìto un lavaggio del cervello? ". A questo punto il mio interlocutore generalmente si innervosisce e, trovata una scusa, si allontana.
Questa è una delle domande più rivelatrici che tu possa fare. Qualsiasi associazione pienamente legittima non scoraggia mai il contatto con gli ex-affiliati. Allo stesso modo i gruppi regolari, pur essendone dispiaciuti, non sollevano obiezioni nei confronti di chiunque se ne voglia andare. I culti distruttivi, invece, non accettano mai i motivi che un affiliato adduce per la sua dissociazione, mentre fanno di tutto per instillare nei discepoli paure e fobie, in modo da assicurarsi che si tengano lontani da persone critiche ed ex-membri. Nel caso si abbia a che fare con un membro anziano esperto nel reclutamento, c'è la possibilità di ricevere una rassicurante risposta di questo tipo: " Sicuro! Alcuni dei miei migliori amici se ne sono andati. " Ma proseguendo nella conversazione e chiedendo maggiori ragguagli scoprirai che probabilmente ti ha mentito. Quando mi trovo in tale situazione cerco sempre di battere il ferro finché è caldo, ponendo altre domande: " Come hanno giustificato la loro fuoriuscita? ", " Ti hanno forse detto che sono molto più felici oggi di quanto non lo fossero prima? ". In genere, a questo punto il reclutatore non sa più cosa dire.
Ho perso il conto di quante volte ho visto giornalisti e altri intrattenitori televisivi chiedere ai membri di un culto se per caso avessero subito il lavaggio del cervello. Di norma l'affiliato sorride e risponde: " Certo che no. Il solo pensarlo è ridicolo ". Ma è altrettanto assurdo aspettarsi una risposta obiettiva da qualcuno che sia soggetto a controllo mentale. La domanda da me proposta rappresenta una sfida molto migliore. Se con essa ti riuscirà di cogliere di sorpresa il tuo interlocutore, ti suggerisco di osservare molto attentamente la sua mimica facciale. La pupilla dei suoi occhi si dilaterà, e per un attimo si troverà in imbarazzo. Quando finalmente risponderà, molto probabilmente ti dirà che non gli viene in mente niente. Ovviamente ci potranno essere delle varianti a questa risposta, ma rimane il fatto che a lui semplicemente non è permesso parlare in maniera critica del suo gruppo, soprattutto in televisione. Se ne avrai l'opportunità, chiedigli che cosa gli piacerebbe fare nella vita se non fosse un membro di quel gruppo. La risposta generalmente sarà "NIENTE". |