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FORUM delle ASSOCIAZIONI ITALIANE di RICERCA INFORMAZIONE

e CONTRASTO dei MOVIMENTI SETTARI NOCIVI e dei CULTI ABUSANTI

 

COMUNICATO del 17 Novembre 2012

 

OGGETTO: Articolo titolato “QUANTO COSTA E A CHE SERVE LA SQUADRA ANTI SETTE? INTERROGAZIONE RADICALE” pubblicato mercoledì 14 novembre 2012, sul supplemento telematico AGENZIA RADICALE, a firma di Camillo Maffia http://www.agenziaradicale.com/index.php/diritti-e-liberta/858-quanto-costa-e-a-che-serve-la-squadra-anti-sette-interrogazione-radicale


Con la presente, il “Forum della Associazioni italiane di ricerca, informazione e contrasto dei movimenti settari e dei culti abusanti” a cui aderiscono le associazioni onlus FAVIS, ARIS Toscana, ARIS Veneto, GIU’ LE MANI DAI BAMBINI (di Aldo Verdecchia) e il CESAP Centro Studi sugli Abusi Psicologici, intende esprimere vivo disappunto per le gravi, erronee e infondate argomentazioni riportate nell’articolo titolato “Quanto costa e a che serve la squadra anti sette? Interrogazione radicale” a firma di Camillo Maffia, richiedendo pertanto pubblica rettifica.

Si precisa che le associazioni costituenti il menzionato Forum, svolgono esclusivamente attività finalizzata alla ricerca, all’informazione preventiva e al sostegno alle vittime di abusi psicologici o di altri delitti commessi in ambito settario, in maniera del tutto gratuita, e avvalendosi della collaborazione di specialisti nei settori giuridico, scientifico e psichiatrico, (come può essere facilmente verificato attraverso diretti contatti con le menzionate realtà associative), nonché disponendo, come nel caso dell’associazione FAVIS, di un proprio comitato scientifico composto da esperti di levatura nazionale e internazionale http://www.favis.org/favis2/comitato-scientifico.html

Assolutamente fantasiosa, illogica e inveritiera risulta inoltre l’affermazione secondo la quale la SAS -Squadra Anti Sette (Ministero dell’Interno Polizia di Stato)-, sarebbe coordinata dalle associazioni del Forum Le nostre associazioni di volontariato, in quanto tali, operano in un’ottica naturale di dialogo e di fattiva cooperazione con le forze dell’ordine e con tutte le Istituzioni, e non ricevono alcun genere di sovvenzione o contributo economico dalla SAS.

Inoltre non può che ritenersi altresì tendenziosa e offensiva l’affermazione secondo cui la SAS avrebbe scelto “referenti profondamente influenzati da dolorose esperienze personali”, essendo indubitabilmente impliciti i riferimenti a una mancanza di obiettività e competenza e/o addirittura alla sussistenza di forme di acredine e risentimento che i volontari delle associazioni avrebbero maturato in seguito a vicissitudini personali.

Le associazioni del Forum rispettano il diritto fondamentale alla libertà religiosa degli individui, sancito dalla nostra Costituzione e, tramite i loro rappresentanti, hanno inequivocabilmente espresso questa ferma posizione anche nell’ambito delle recenti audizioni presso l’Aula della Commissione Giustizia del Senato, in seno all’Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette “sette”, alle quali ha presenziato lo stesso Sen. Perduca, senza nulla rilevare od obiettare in merito.

Ritenere che l’abrogazione del reato di plagio (art. 603 c.p.), abbia determinato un vuoto normativo nella tutela dell’integrità psichica e della libertà morale degli individui, come peraltro sempre sostenuto anche da una parte della dottrina psichiatrica e penalistica, non significa certo voler ripristinare tale e quale un reato del quale la Corte Costituzionale con sentenza n.96 del 1981, ritenendo sussistente la violazione del diritto di legalità, dichiarò l’incostituzionalità. Appare dunque, oltre che priva di fondamento, anche fortemente offensiva la seguente considerazione dell’articolista “…sembra però che le associazioni che compongono questo Forum abbiano una finalità politica precisa, la reintroduzione del reato di plagio di epoca fascista”.

Non meno oltraggiose risultano le affermazioni relative alla “ambiguità di alcuni elementi”. Si coglie dunque l’occasione per chiarire che, a differenza di quanto sostenuto dall’articolista, il leader dell’associazione Arkeon, sig. Vito Carlo Moccia, non è stato affatto assolto, bensì condannato in primo grado in qualità di promotore di un'associazione a delinquere finalizzata all'abuso della professione (si allega il dispositivo di sentenza e il link alle riprese fatte dall'emittente Antenna Sud che, al di là dei commenti del giornalista, riprende proprio le parole pronunciate a riguardo dal Presidente del Tribunale Dr. Forleo: http://www.youtube.com/watch?v=hr_NZrXSY-4

Il CeSAP in tale occasione, non solo non ha assunto il ruolo di consulente, bensì di semplice informatore sui fatti che erano a sua disposizione durante le prime fasi delle indagini, ma ne è anche risultato parte lesa nel processo, a seguito di una serie di azioni messe in atto proprio dal signor Vito Carlo Moccia e dagli affiliati ad Arkeon. Quanto alla sorte della Dottoressa Di Marzio, dalla documentazione giuridica presente nei fascicoli processuali, (Relazioni Digos con esiti dell'attività investigativa dell'8 marzo 2008 e del 18 Giugno 2008), e che in quanto atti pubblici possono essere consultati, è chiaro ed evidente che l'indagine e le relative accuse a suo carico furono un atto dovuto e necessario durante quella fase delle indagini. Nulla di tutto questo è accaduto agli altri consulenti della difesa e dello stesso sig. Moccia, che hanno studiato il caso in maniera professionale e nel rispetto del percorso d'indagine e della legge.

Per quanto concerne la vicenda del figlio del Presidente Favis, la leader carismatica del piccolo gruppo pseudoreligioso nel quale il giovane è stato coinvolto, è stata condannata, dopo lungo iter processuale, con Sentenza Cassazione n. 631 dell’ 18 Aprile 2012 che si allega alla presente.

In alcuni casi, se come scrive Maffia “…di rado ci si trova davanti a una verità assoluta contrapposta ad un’assoluta menzogna”, esistono tuttavia verità processuali, che chi ha scelto di fare informazione, a nostro avviso, non dovrebbe celare.

In merito alla preoccupazione per la diffusione del fenomeno nel nostro paese, si ricorda che già nella “48^ Relazione - II° semestre 2001 dei nostri servizi di intelligence al Consiglio dei Ministri, veniva evidenziato quanto segue:

Minacce diversificate 4.c - Si conferma il progressivo incremento dell’attività di proselitismo dei movimenti pseudoreligiosi e delle sette, condotta anche attraverso la rete internet, come dimostra il proliferare di sodalizi a sfondo occultistico-spiritistico, che possono contare su rilevanti disponibilità economiche, derivanti in taluni casi da attività truffaldine o da altri traffici illeciti (estorsioni, spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione). La pericolosità del fenomeno si rapporta alla capacità di “manipolare” gli adepti, a volte fino ad annullarne la personalità, tanto da renderli totalmente asserviti alla volontà dei “capi carismatici”. In alcuni fori è emersa l’esigenza di pervenire in ambito europeo ad una maggiore omogeneizzazione della legislazione in materia, per consentire di far fronte efficacemente, in termini di prevenzione e repressione, a quei movimenti settari che attentano ai diritti della persona ed alle libertà fondamentali”, e, ci sia consentita la battuta di spirito, le associazioni del Forum non coordinarono certo l’attività d’indagine dei servizi segreti!

Si ritiene ancora utile ricordare che il Parlamento europeo con Raccomandazione 1412 (1999), ha certamente invitato gli Stati membri a evitare l’uso del termine “setta”, ma, contestualmente, dalla documentazione europea è indubitabilmente emersa l’apprensione per un fenomeno sociale ampio e inquietante, verso cui gli Stati membri sono stati esortati alla massima vigilanza e alla necessaria opera preventiva, soprattutto a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili.

Più recentemente, la Conferenza delle OING (Commissione dei Diritti dell’uomo) al Consiglio d’Europa, riunitasi il 5.10 2010, sollecitando una nuova Raccomandazione in considerazione all’attuale situazione e richiamandosi alla Raccomandazione 1412 (1999) , ha rilevato quanto segue:

“…Osservando che il fenomeno delle derive settarie è causa di infrazioni ai diritti dell’uomo. In particolare nel campo della salute, dell’educazione e del rispetto della vita privata e familiare;

Osservando che le organizzazioni all’origine delle derive settarie agiscono spesso sotto la libertà di religione e mettono in pericolo le libertà fondamentali del cittadini e costituiscono parimenti una minaccia alla democrazia;

Osservando che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno non cessa di estendersi nei paesi dell’Europa centrale e orientale e non diminuisce nei paesi dell’Europa occidentale;

Osservando che a tutt’oggi solamente due Stati (Belgio e Francia) hanno preso decisioni legislative per seguire le Raccomandazioni suddette e qualche altro Stato (Germania, Svizzera …) ha assunto o sostenuto misure di osservazione e di informazione nei confronti delle derive settarie;

Preoccupata per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, preso misure all’altezza della sfida che rappresentano le derive settarie, costituenti attentati ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

Invita l’Assemblea Parlamentare a incoraggiare l’attuazione della sua Raccomandazione 1412(1999), e in particolare la creazione di centri nazionali o regionali d’informazione sulle derive settarie;

Invita il Congresso dei poteri locali e regionali a lavorare sul soggetto «Derive settarie e violazione dei diritti dell’uomo» e a incoraggiare, a sua volta, la creazione di centri nazionali o regionali d’informazione sulle derive settarie…

E’ peraltro dato acquisito che nei periodi di profonda crisi come quella attraversata dai nostri paesi europei si assista a una crescita esponenziale di gruppi e movimenti abusanti. Le nostre associazioni s’impegnano pertanto a sollecitare lo Stato italiano affinché non diminuisca l’attenzione sul fenomeno e siano poste in essere tutte quelle misure di politica preventiva a tutela dei diritti umani. Auspichiamo che altri vogliano apportare il loro contributo a questa importante battaglia, anche attraverso una informazione approfondita, puntuale e corretta.

Il portavoce del Forum delle Associazioni
Maurizio Alessandrini

I componenti del FORUM:

 

A.R.I.S. TOSCANA - Onlus

Associazione Ricerca Informazione

sulle Sette

Presidente, Mario Pierotti

 

 

FA.VI.S. Associazione Nazionale Familiari

delle Vittime delle sette - Onlus

Presidente, Maurizio Alessandrini

A.R.I.S. VENETO - Onlus
Associazione Ricerca Informazione
sulle Sette
Presidente, Mario Martini

Associazione Ce.S.A.P. - Onlus

Centro Studi Abusi Psicologici

Presidente, D.ssaLorita Tinelli

Giù Le Mani dai Bambini - Onlus

Porto d’Ascoli

Presidente, Aldo Verdecchia

ALLEGATI

- Statuti delle associazioni Cesap, Favis, Aris Toscana, Aris Veneto

- Sentenza Cassazione n. 631 del 18 Aprile 2012 (processo Valmaggi)

- Sentenza (dispositivo) Tribunale di Bari del 16 luglio 2012 (processo Arkeon)

- Cons. d’Europa Raccomandazione 1412/1999

- Cons. d’Europa Conferenza OING (Commissione Diritti dell’uomo) 5/10/2010

 

 

FORUM DELLE ASSOCIAZIONI ITALIANE DI RICERCA INFORMAZIONE
e CONTRASTO dei MOVIMENTI SETTARI NOCIVI
c/o FAVIS Associazione Familiari delle Vittime delle sette - Via Mosca, 66/A 47924 Rimini
cell. 328-5665202/328-9028910

FORUM delle ASSOCIAZIONI ITALIANE di RICERCA INFORMAZIONE e

CONTRASTO dei MOVIMENTI SETTARI NOCIVI e dei CULTI ABUSANTI

Lettera alla Redazione di AGENZIA RADICALE e al Sig. CAMILLO MAFFIA

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FORUM delle ASSOCIAZIONI - Protocollo d'intesa siglato il 13 gennaio 2010 (estratto)

 

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Relazione di apertura del Convegno FECRIS - Pisa 12 aprile 2008

(organizzato col contributo delle PROVINCE di VENEZIA PISA e RIMINI, dalla FECRIS e dal Governo francese,

con la partecipazione del Dott. Giuseppe Carlesi referente della SAS del Ministero dell'Interno)

 

 Ci risponde l’Ufficio Affari Giuridici e Relazioni Costituzionali

del Presidente della Repubblica

 Nostra Lettera  

 Lettera di risposta

 

 

 

LO STUPRO DELLA MENTE

 

Tratto dall’articolo pubblicato  sul quotidiano LA VOCE DI ROMAGNA il 17 aprile 2005

A colloquio con Maurizio Alessandrini, Presidente dell’Associazione Familiari delle Vittime delle sette (FA.VI.S.)

 

Sig. Alessandrini, nel gennaio 2003 assieme ad altri undici romagnoli ha fondato l’associazione FA.VI.S., già nato come comitato nel 2000, che riunisce i familiari delle vittime delle sette, sia in seguito alla “fuga” di Suo figlio plagiato da una “santona” che dice di essere la reincarnazione di Dio sulla terra, sia in seguito all’incontro del 23 dicembre 2000 che ha avuto con il Santo Padre, assieme ad altre famiglie che, come la sua , stanno vivendo il dramma di un “furto”, quello di una persona amata. Ci ricorda la Sua storia?


Il 23giugno 2000 mio figlio, che oggi ha 28 anni, è scomparso da Rimini, attirato in una setta pseudo-religiosa, abilmente camuffata da gruppo di preghiera, capeggiata da una santona che afferma di essere la reincarnazione di Dio e di altre entità soprannaturali.. Sono cinque anni che non vediamo nostro figlio: ora ci odia e, per lui, come genitori, non esistiamo più. Sappiamo che ha subito nefandezze terribili in seguito al racconto di persone fuoriuscite dal medesimo gruppo. Ha dovuto “purificarsi” con lunghi digiuni e privazione del sonno associato ad indottrinamento notturno nell’assoluta impossibilità di difendersi da pratiche disumane che lo hanno fiaccato nel fisico e nella mente. A facilitare il tutto gli sono stati somministrati , a sua insaputa, farmaci psicotropi per tenerlo sedato ed ottenere il lecitamente il suo consenso continuato. Vive, o meglio “non vive”, isolato dal mondo esterno in uno stato di limbo della coscienza, senza capacità critica


Recentemente Lei è stato al Canale RAI Utile Digitale, da Bruno Vespa a “Porta a Porta”, da Maurizio Costanzo a “Buona Domenica”, per parlare dell’attività dell’associazione FA.VI.S., del Suo grave problema familiare, per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica nei confronti del fenomeno del plagio e delle sette ormai grandemente diffuso.

Ma come è possibile che nessuno abbia potuto ancora intervenire per porre fine, non solo alla tragedia che sta vivendo Suo figlio, ma a quella che lui condivide con tanti altri ragazzi, uomini e donne, plagiati e costretti a vivere in situazioni disumane?

 

È molto semplice: nessuno, nemmeno lo Stato, può intervenire perché nel 1981 è stato abrogato la legge del cod. penale, che agiva in materia di plagio. Rammentiamo che la Corte Costituzionale, con la sentenza del 18 giugno 1981, sancì l’incostituzionalità dell’art. 603 del c.p. per difetto di determinatezza e tassatività e non perché intendesse negare la realtà fenomenica del plagio; nella medesima sentenza si parlò semmai della difficoltà di pervenire, allo stato di conoscenze scientifiche dell’epoca, ad una definizione giuridicamente valida del concetto di condizionamento psicologico.

Rimane la realtà che non esiste legge che ci tuteli contro questo delitto, e le forze dell’ordine, con le quali pure collaboriamo strettamente, sono impotenti. Il 4 marzo 2004 la Commissione Giustizia del Senato ha tuttavia approvato all’unanimità un decreto di legge che intende introdurre nel codice penale il nuovo articolo 613-bis che definisce il “reato di manipolazione mentale”, e mira a colmare in maniera giuridicamente precisa, senza possibilità di arbitrii, quel pericoloso vuoto normativo che si è creato ventitré anni or sono. Intanto è già trascorso un anno…

Un passo importante?

Si, fondamentale per la tutela dell’integrità psichica dell’individuo e della sua libertà morale, ancorché taluni vorrebbero far intendere con argomentazioni profondamente erronee, se non addirittura tendenziose, che una simile legge porrebbe a rischio quel diritto alla libertà religiosa, ben tutelato dalla nostra Costituzione! Non scherziamo.. in Europa intanto altri stati ci hanno preceduto: il Belgio e la Francia hanno già emanato questa legge rispettivamente 7 anni e 5 anni fa. Anche la Germania e la Grecia stanno orientandosi in tal senso.

Come vi siete sentiti quando vostro figlio è stato “rapito”?

Ci siamo ritrovati in un inferno: soli, senza alcun aiuto, increduli che non vi fosse una legge che tutelasse la salute mentale dei nostri figli, dei fratelli, o dei genitori, irretiti e plagiati da sette di ogni tipo. Così in tutti noi è cresciuto il dolore, il senso di impotenza, la disperazione e la rabbia per l’impunità di chi perpetra lo scempio delle menti e delle vite dei nostri familiari.

Da qui la nascita del FA.VI.S.: quante persone sono iscritte all’associazione e come operate per sostenere questa battaglia quotidiana contro il plagio?

Non calcoliamo il numero degli iscritti, o delle persone che si rivolgono a noi, perché non ci occupiamo di statistiche. I dati personali sono protetti dalla privacy ed ogni qual volta ci muoviamo chiediamo sempre l’autorizzazione agli interessati: se desiderano assistenza, se vogliono fare denunce, noi le aiutiamo. Perché sappiamo cosa vuol dire la sofferenza di una famiglia, di una persona, a cui sia stato perpetrato questo delitto, fra i più gravi nei confronti di un essere umano. Per la gravità di questo delitto è stato coniato il termine “menticidio”.

Come vi vede la società?

Ci sono ambienti che hanno cominciato ad ascoltarci.. Abbiamo riscontrato spesso diffidenza, perché ci poniamo al di fuori di correnti politiche o confessioni religiose: il FA.VI.S. è un movimento di cittadini che sono stati colpiti dalle sette nella parte più intima dei loro affetti e la sofferenza comune è un collante più forte delle inclinazioni politiche. Un esempio: Io e la Vice Presidente dell’associazione, Sonia Ghinelli, abbiamo punti i vista politici diversi, ma senza il suo aiuto, il suo studio approfondito, i suoi suggerimenti, io e l’associazione non avremmo i risultati ottenuti.

Tornando al discorso di prima, anche ambienti della Chiesa Cattolica hanno man mano compreso che la legge sul plagio tende a difendere l’essenza della libertà dell’individuo; non è liberticida del culto religioso . Sono i fanatismi che uccidono la vera religione, quando tutto ciò che è esterno al credo è il male, è satana, quando si dice che “solo con noi ti salverai”. Fanatismo è chiudere la vita delle persone dentro ad un tunnel, mentre Dio ha detto che l’uomo è libero di scegliere. Per questo le vere religioni danno libertà di scelta in piena coscienza, cultura e disponibilità verso il mondo esterno. Nelle sette non c’è nessuna libertà, ma coercizione, privazione, schiavitù: esse costituiscono micro stati totalitari all’interno di uno stato democratico repubblicano.

Come si stanno muovendo gli Enti pubblici in materia di plagio e di sette religiose?

Gli Enti pubblici devono aggiornarsi ed acculturarsi su questo problema. Non possono essere veicoli, per ignoranza o indifferenza, di espansione di questo cancro sociale. Ad esempio occorre che evitino di dare contributi economici e patrocini o concedere sale pubbliche a gruppi controversi, perché questo legittima attività pericolose per il cittadino e le famiglie. Compito dello Stato attraverso i governi locali é di tutelare i cittadini e non di esporli ai pericoli, addirittura finanziando, con i soldi degli stessi cittadini, attività nocive per la loro salute mentale e fisica, oltreché per i loro patrimoni. Ma non è facile stanarli: queste “sette” sanno vendersi e dissimularsi molto bene, attraverso proposte quali corsi di “psicopedagogia infantile” o corsi per insegnanti elementari da titoli come “gioia di apprendere” “ che spettacolo questo bambino ”, oppure mediante il concetto che “tutte le malattie sono originate dalla mente” e quindi occorre “curarsi con la meditazione” fino a “curarsi con i fiori” ed amenità simili ai limiti dell’assurdo.

Qualcosa comunque si sta muovendo, seppur nelle difficoltà e nelle incomprensioni: ma qual è l’ostacolo maggiore, al di là della mancanza di una legge che condanni il plagio, che ha incontrato nella sua azione?

Nelle situazioni in cui viene evidenziato un “problema setta”, è comunque difficile fermare ed ostacolare l’operato di queste persone, seppur in presenza di reati già punibili. Purtroppo la percezione dominante, infatti, è che la famiglia stia condannando ed ostacolando le scelte del figlio. Questo fa il gioco delle sette. Eppure la realtà cui ci si trova di fronte è così stravolgente, così scioccante, che a volte si fa fatica a credere che sia vera. Ma lo è!

Come si diffondono le sette?

Si mascherano dietro ideali di facile presa: parlano di diritti dell’uomo, di pace, di ecologia, di felicità ed armonia interiore, di amore universale, di opere umanitarie. Ma dietro a questa facciata di buonismo e di amore planetario, si nascondono una miriade di gruppi settari e movimenti dalla maschera religiosa che operano solo per denaro, per accrescere il dominio sulle persone sia psicologico che sessuale. Ciò che maggiormente li favorisce, e mi preoccupa, è la massificazione, il consumismo esasperato ed il culto dell’apparire proposti come unici valori culturali da una forma di globalizzazione esasperata e perfino disumanizzante. Le nuove generazioni rischiano di crescere come alberi senza radici. Così l’intima esigenza di soprannaturale, la necessità che esiste nei giovani di colmare quel vuoto interiore generato dai disvalori, può trovare nelle sette risposte immediate ma profondamente nocive per la loro salute ed il loro equilibrio psichico.. La pericolosità di una setta di tipo distruttivo non è necessariamente legata alle sue dimensioni ma ai danni che essa procura ai suoi adepti e conseguentemente alle loro famiglie. A quelle per così dire autoctone, un migliaio o più, dobbiamo aggiungere quelle internazionali di “importazione” capaci di influenzare l’economia e la politica negli stati di provenienza. Queste organizzazioni dalla struttura imponente hanno come missione dettata dal loro “credo filosofico pseudo-religioso” l’asservimento e l’assoggettamento dei governi del mondo (in alcuni ci sono già riusciti) Alcune di esse hanno trovato credito presso tanti partiti – male, malissimo - e quel che è peggio, una multinazionale settaria assai nota ha ottenuto la tutela e l’appoggio di una figura istituzionale dello stato democratico italiano. Occorre comprendere che qui è in gioco il futuro della nostra società democratica. Questa sollecitazione la rivolgo a coloro ai quali gli italiani delegano la propria fiducia nel momento delle elezioni politiche ed amministrative, vale a dire ai nostri rappresentanti politici.

Sono soprattutto i giovani a correre il rischio di essere plagiati?

Oggi i giovani raggiungono la maturità molto tardi rispetto alla precedente generazione: l’adolescenza si è trasferita in avanti di otto-dieci anni e, risultando quindi più lungo il periodo di esposizione al rischio, sono più facilmente plagiabili. L’incontro con una setta può creare moltissimi problemi, perché genera squilibri psichici spesso difficili da sanare, in quanto il condizionamento psicologico avviene mentre il giovane sta formando la sua personalità e sta creando la sua identità. Comunque non esiste strato sociale o culturale che, per così dire, sia vaccinato contro l’opera di criminali che usano tecniche di manipolazione e condizionamento psicologico.

Occorre pertanto fare cultura ed informazione per cercare di prevenire le conseguenze disastrose della manipolazione e del condizionamento psicologico perpetrato da singoli e da sette distruttive della personalità. Intanto urge che il lo Stato – tramite senatori e deputati - dia alla giustizia una strumento moderno contro questo crimine moderno, perpetrato con metodiche scientifiche: ne va del futuro del nostro paese.

 

 

Il ruolo del FA.VI.S. nel processo contro la setta

 

satanica "Bestie di satana"

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La libertà religiosa e le sette

 

La maschera religiosa.

IL PLAGIO E IL DIRITTO NEGATO ALLA SALUTE MENTALE.

 

LA MANIPOLAZIONE MENTALE SETTARIA HA COME OBIETTIVO LA TRASFORMAZIONE RADICALE DELL'INDIVIDUO PER RENDERLO UN SOGGETTO CONFORME AI DESIDERI DEL MANIPOLATORE. QUESTA PREMEDITAZIONE SUPPONE CHE A POCO A POCO, E PER L'ETERNITA', SE POSSIBILE, L'INDIVIDUO MANIPOLATO MENTALMENTE SIA DEL TUTTO PRIVATO DEL SUO LIBERO ARBITRIO

 

LA MANIPOLAZIONE MENTALE
 
HA PER OBIETTIVO
 
LA MUTILAZIONE MENTALE

 

 

 

ANCHE NOI AL GIUBILEO 2000 

Il 23/12/2000, in occasione del GRANDE GIUBILEO, una delegazione di 80 persone appartenenti al Comitato Famigliari delle Vittime delle sètte, è stata ricevuta insieme con 80 famiglie, presso la Sala Nervi, in Vaticano, dal Santo Padre.

Discorso del Santo Padre

Carissimi Fratelli e Sorelle!

Sono lieto di porgere il mio cordiale benvenuto a questo incontro, che risente dell’atmosfera spirituale del Natale ormai imminente. Il grande mistero dell’incarnazione che ci apprestiamo a celebrare con particolare solennità al culmine del Grande Giubileo, costituisce una occasione propizia per rinnovare la nostra fede nel Figlio di Dio nato a Betlemme duemila anni fa. Il Giubileo va verso il suo termine. E’ importante che in questo tratto dell’anno giubilare ogni credente ponga un impegno più intenso nel purificare e rafforzare la propria fede di fronte ai pericoli ed alle insidie che possono minacciarla in questi tempi. E fra le insidie, non ci sono forse anche quelle forme aberranti del sentimento religioso, che sfruttano i bisogni e le aspirazioni più profonde dell’animo umano, proponendo prospettive di appagamento illusorie e fallaci? Purtroppo numerose famiglie sono state toccate da questo triste problema, a motivo di coinvolgimento di qualcuno dei suoi membri, in particolare i figli, spesso più fragili ed esposti a tali rischi.

Da tempo la Chiesa guarda con preoccupazione a queste problematiche, che toccano il cuore della vita dei cristiani. Il diffondersi delle “sette” deve costituire per i credenti uno stimolo ad approfondire le convinzioni di fede. Solo una più forte testimonianza dei valori cristiani ed un saldo rinnovamento dell’impegno pastorale potrà essere una valida risposta a questa sfida. Solo una fede profonda e vissuta con coerenza, costituisce un antidoto efficace a così pericolose deviazioni del sentimento e della pratica religiosa.

Riportiamo i titoli di alcuni articoli pubblicati dalla stampa nazionale, dai quali si evince la dura condanna del Papa, nei confronti dei gruppi settari distruttivi.

IL MESSAGGERO DAL PAPA LE VITTIME DI MAGHI E SETTE. UNA DELEGAZIONE SABATO A SAN PIETRO: IN ITALIA SONO 8 MILIONI - IL GIORNALE IL PAPA CONDANNA LE SETTE: "ABERRANTI " IL TEMPO IL PAPA CONDANNA CHI SFRUTTA I BISOGNI DELL'ANIMO UMANO - LA REPUBBLICA IL PAPA CONDANNA LE SETTE RELEGIOSE " SONO ABERRANTI " - GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO IL PAPA "LE SETTE ? FORME ABERRANTI DEL SENTIMENTO RELIGIOSO"IL RESTO DEL CARLINO/ LA NAZIONE IL PAPA CONDANNA LE SETTEL'ARENA DI VERONA MONITO DEL SANTO PADRE CONTRO LE SETTE AVVENIRE NOI, "DESAPARECIDOS" DELL'OCCULTO  -  IL QUOTIDIANO PREOCCUPAZIONE PER LE SETTE - il CORRIERE DELLA SERA L' APPELLO DEL PAPA:SOLO LA FEDE PUO' BATTERE LE SETTE - GAZZETTA DEL SUD IL PAPA: LE SETTE ? FORME ABERRANTI DEL SENTIMENTO RELIGIOSO  -  IL MESSAGGERO IL PAPA CONDANNA LE SETTE.

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